venerdì 19 agosto 2016

Affrontare la #Brexit in modo Europeo. Un altro punto nell'agenda di Ventotene.

Il Governo della Gran Bretagna si prepara silenziosamente ed intelligentemente a trattare con l'Europa (e/o con i singoli paesi europei) la sua uscita dall'euro. Al contrario, l'UE stenta a trovare un piano ed un metodo in grado di trattare la Brexit nel modo più efficiente possibile. È molto probabile che il governo inglese, dopo aver incaricato un ministro di seguire la faccenda, dia un mandato parlamentare molto chiaro allo stesso su cosa chiedere e non chiedere durante la negoziazione. E qual debba essere il punto di caduta, ovvero a quale risultato arrivare. 

Noi in Europa dovremmo fare la stessa cosa. In primo luogo i paesi dell'euro dovrebbero incaricare una persona (una per Stato) in modo da formare un gruppo che crei una piattaforma negoziale nella quale tutti paesi si riconoscono e che sia approvata dal parlamento europeo e dei singoli parlamenti nazionali.  
Sarebbe anche un bel modo di fare in trasparenza il negoziato. 

Diversi sono i dossier da preparare, che vanno dal tema della libera circolazione dei cittadini, dei beni e dei servizi a temi quali la certezza dei contratti stipulati. Si tratta di temi molto ampi e vari che ti richiedono una chiara ricognizione e definizione. 

Solo dopo si potrebbe definire la squadra dei negoziatori, che grazie ad mandato parlamentare europeo e nazionale sarebbero in grado di portare avanti la trattativa dall'inizio alla fine, senza cambi repentini di squadra, in modo da poter seguire l'interesse comunitario in una partita molto delicata per il futuro del nostro continente. 

Potrebbe essere questo un altro degli argomenti che Matteo Renzi potrebbe discutere a Ventotene settimana prossima insieme ad Hollande e Merkel. 

mercoledì 17 agosto 2016

I dubbi di Renzi. Cosa fare a Ventotene?

Oggi i giornali sono ricchi di ipotesi sulla prossima  finanziaria dell'Italia e sulla flessibilità da chiedere all'Europa magari proprio il vertice di ventottene come era stato proposto in questo blog (Vedi qui).

Sono incredulo di leggere in molti giornali, ma soprattutto molto esplicitamente ne "La stampa" (vedi  articolo di Marco Galluzzo "Il Piano di Palazzo Chigi. La manovra "strategica" per trattare con Bruxelles), di ipotesi di chiedere maggiore flessibilità dovuta a cause eccezionali, come sostenuto da questo blog ed da altri più autorevoli commentatori. Peccato che (vedi da ultimo Piga) si debba notare che il massimo della strategia sia quella di rimanere sotto il 3% e ritardare il percorso di rientro. Bella forza, bella strategia! È già così! Il tendenziale dei conti pubblici questo dice. E allora, dov'è la strategia.

Bene il rilancio degli investimenti pubblici, ma quello che serve sono misure europee, coordinate e concentrate. Altrimenti, come ho avuto modo di spiegare qui misure nazionali non servono a molto.

Quindi a Ventotene, il giovane Presidente Renzi deve essere più coraggioso. Deve parlare di strategia complessiva e non degli "zero virgola". Non del 3% italiano o del 5% francese, ma della disoccupazione europea, della perdita di slancio dell'economia europea, dei problemi di coesione che questo comporta a livello europeo.

Provi ad avanzare 4 proposte:

1. Che il Piano Juncker si tramuti in un Piano di investimenti in capitale di rischio verso le PMI, tralasciando le infrastrutture
2. L'investimento in infrastrutture sia lasciato libero ai singoli Paesi, nell'ambito di un deficit comunque con un cap al 3% e, per le infrastrutture di connessione europea, del bilancio europeo. 
3. Togliere la regola del cofinanziamento che lega fondi strutturali europei alla spesa pubblica nazionale 
4. Creare un Education Plan For Europe

Se le faccia bocciare ed esca dell'equilibrismo fatto di sorrisi europei e malumori sussurrati italiani.

sabato 13 agosto 2016

Per la crescita in Italia servono misure europee.

Leggo oggi molti commentatori, giornalisti e politici chiedere a gran voce misure espansive di bilancio da parte dell'Italia. 

Ci dimentichiamo che in un'economia aperta e per di più nella moneta unica, incentivi fiscali di un solo Paese vanno a vantaggio di tutti. In altre parole, vanno a vantaggio anche dei Paesi che non ne sopportano l'onere non potendo essere misure fiscali selettive per normativa europea.

Gli economisti veri ve lo spiegheranno meglio. Ma un incentivo fiscale a rinnovare, ad esempio, le automobili andrà a beneficio di tutti i produttori di automobili e non solo di quelli italiani. Quindi misure come il super ammortamento (la possibilità di registrare il costo fiscale di un bene maggiorandolo del 40% e quindi avendo un beneficio in termini di quote di ammortamento), varato lo scorso anno in Francia e quest'anno in Italia, aumentano il gettito IVA nel Paese, ma non il PIL in pari misura al carico fiscale sopportato da chi ha messo l'incentivo. 

Un serio rilancio dell'economia europea, passa quindi per misure europee. Sia misure concertate - i.e. il super ammortamento adottato da tutti i Paesi Europei - sia attraverso un vero Piano europeo per il rilancio degli investimenti pubblici ed il sostegno a quelli privati (altro che "acqua di rose Juncker"), ma anche con misure di incentivo fiscale posto a carico del bilancio europeo.

A complemento di tutto questo, un sostegno alle PMI tramite Procurement Pubblico sarebbe il giusto complemento. Ma per carità, non sia mai cresciamo e creiamo occupazione!

Una vera flessibilità della politica di bilancio senza sforare il limite del 3% (Vedi qui le mie proposte) sarebbe solo il giusto complemento, ma capisco che meglio riempire i giornali di promesse e polemiche che di proposte strutturate. 

Per la crescita in Italia servono misure europee.

Leggo oggi molti commentatori, giornalisti e politici chiedere a gran voce misure espansive di bilancio da parte dell'Italia. 

Ci dimentichiamo che in un'economia aperta e per di più nella moneta unica, incentivi fiscali di un solo Paese vanno a vantaggio di tutti. In altre parole, vanno a vantaggio anche dei Paesi che non ne sopportano l'onere non potendo essere misure fiscali selettive per normativa europea.

Gli economisti veri ve lo spiegheranno meglio. Ma un incentivo fiscale a rinnovare, ad esempio, le automobili andrà a beneficio di tutti i produttori di automobili e non solo di quelli italiani. Quindi misure come il super ammortamento (la possibilità di registrare il costo fiscale di un bene maggiorandolo del 40% e quindi avendo un beneficio in termini di quote di ammortamento), varato lo scorso anno in Francia e quest'anno in Italia, aumentano il gettito IVA nel Paese, ma non il PIL in pari misura al carico fiscale sopportato da chi ha messo l'incentivo. 

Un serio rilancio dell'economia europea, passa quindi per misure europee. Sia misure concertate - i.e. il super ammortamento adottato da tutti i Paesi Europei - sia attraverso un vero Piano europeo per il rilancio degli investimenti pubblici ed il sostegno a quelli privati (altro che "acqua di rose Juncker"), ma anche con misure di incentivo fiscale posto a carico del bilancio europeo.

A complemento di tutto questo, un sostegno alle PMI tramite Procurement Pubblico sarebbe il giusto complemento. Ma per carità, non sia mai cresciamo e creiamo occupazione!

Una vera flessibilità della politica di bilancio senza sforare il limite del 3% (Vedi qui le mie proposte) sarebbe solo il giusto complemento, ma capisco che meglio riempire i giornali di promesse e polemiche che di proposte strutturate. 

Per la crescita in Italia servono misure europee.

Leggo oggi molti commentatori, giornalisti e politici chiedere a gran voce misure espansive di bilancio da parte dell'Italia. 

Ci dimentichiamo che in un'economia aperta e per di più nella moneta unica, incentivi fiscali di un solo Paese vanno a vantaggio di tutti. In altre parole, vanno a vantaggio anche dei Paesi che non ne sopportano l'onere non potendo essere misure fiscali selettive per normativa europea.

Gli economisti veri ve lo spiegheranno meglio. Ma un incentivo fiscale a rinnovare, ad esempio, le automobili andrà a beneficio di tutti i produttori di automobili e non solo di quelli italiani. Quindi misure come il super ammortamento (la possibilità di registrare il costo fiscale di un bene maggiorandolo del 40% e quindi avendo un beneficio in termini di quote di ammortamento), varato lo scorso anno in Francia e quest'anno in Italia, aumentano il gettito IVA nel Paese, ma non il PIL in pari misura al carico fiscale sopportato da chi ha messo l'incentivo. 

Un serio rilancio dell'economia europea, passa quindi per misure europee. Sia misure concertate - i.e. il super ammortamento adottato da tutti i Paesi Europei - sia attraverso un vero Piano europeo per il rilancio degli investimenti pubblici ed il sostegno a quelli privati (altro che "acqua di rose Juncker"), ma anche con misure di incentivo fiscale posto a carico del bilancio europeo.

A complemento di tutto questo, un sostegno alle PMI tramite Procurement Pubblico sarebbe il giusto complemento. Ma per carità, non sia mai cresciamo e creiamo occupazione!

Una vera flessibilità della politica di bilancio senza sforare il limite del 3% (Vedi qui le mie proposte) sarebbe solo il giusto complemento, ma capisco che meglio riempire i giornali di promesse e polemiche che di proposte strutturate. 

Per la crescita in Italia servono misure europee.

Leggo oggi molti commentatori, giornalisti e politici chiedere a gran voce misure espansive di bilancio da parte dell'Italia. 

Ci dimentichiamo che in un'economia aperta e per di più nella moneta unica, incentivi fiscali di un solo Paese vanno a vantaggio di tutti. In altre parole, vanno a vantaggio anche dei Paesi che non ne sopportano l'onere non potendo essere misure fiscali selettive per normativa europea.

Gli economisti veri ve lo spiegheranno meglio. Ma un incentivo fiscale a rinnovare, ad esempio, le automobili andrà a beneficio di tutti i produttori di automobili e non solo di quelli italiani. Quindi misure come il super ammortamento (la possibilità di registrare il costo fiscale di un bene maggiorandolo del 40% e quindi avendo un beneficio in termini di quote di ammortamento), varato lo scorso anno in Francia e quest'anno in Italia, aumentano il gettito IVA nel Paese, ma non il PIL in pari misura al carico fiscale sopportato da chi ha messo l'incentivo. 

Un serio rilancio dell'economia europea, passa quindi per misure europee. Sia misure concertate - i.e. il super ammortamento adottato da tutti i Paesi Europei - sia attraverso un vero Piano europeo per il rilancio degli investimenti pubblici ed il sostegno a quelli privati (altro che "acqua di rose Juncker"), ma anche con misure di incentivo fiscale posto a carico del bilancio europeo.

A complemento di tutto questo, un sostegno alle PMI tramite Procurement Pubblico sarebbe il giusto complemento. Ma per carità, non sia mai cresciamo e creiamo occupazione!

Una vera flessibilità della politica di bilancio senza sforare il limite del 3% (Vedi qui le mie proposte) sarebbe solo il giusto complemento, ma capisco che meglio riempire i giornali di promesse e polemiche che di proposte strutturate. 

Per la crescita in Italia servono misure europee.

Leggo oggi molti commentatori, giornalisti e politici chiedere a gran voce misure espansive di bilancio da parte dell'Italia. 

Ci dimentichiamo che in un'economia aperta e per di più nella moneta unica, incentivi fiscali di un solo Paese vanno a vantaggio di tutti. In altre parole, vanno a vantaggio di tutti non potendo essere misure fiscali selettive per normativa europea. Gli economisti veri ve lo spiegheranno meglio. Ma un incentivo fiscale a rinnovare, ad esempio, le automobili andrà a beneficio di tutti i produttori di automobili e non solo di quelli italiani. Quindi misure come il super ammortamento (la possibilità di registrare il costo fiscale di un bene maggiorandolo del 40% e quindi avendo un beneficio in termini di quote di ammortamento), varato lo scorso anno in Francia e quest'anno in Italia, aumentano il gettito IVA nel Paese, ma non il PIL in pari misura al carico fiscale sopportato da chi ha messo l'incentivo. 

Un serio rilancio dell'economia europea, passa quindi per misure europee. Sia misure concertate - i.e. il super ammortamento adottato da tutti i Paesi Europei - un vero Piano europeo per il rilancio degli investimenti pubblici ed il sostegno a quelli privati, misure di incentivo fiscale posto a carico del bilancio europeo.

A complemento di tutto questo, un sostegno alle PMI tramite Procurement Pubblico sarebbe il giusto complemento. Ma per carità, non sia mai cresciamo e creiamo occupazione!

Una vera flessibilità della politica di bilancio senza sforare il limite del 3% (Vedi qui le mie proposte) sarebbe solo il giusto complemento, ma capisco che meglio riempire i giornali di promesse e polemiche che di proposte strutturate.